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Filler e trattamenti topici: un abbinamento ideale

Filler e trattamenti topici: un abbinamento ideale

Filler e trattamenti topici

La sinergia è perfetta, la combinata vincente. Un recente studio della Medical University of Gdańsk in Polonia conferma la validità dell’associazione di filler a base di acido ialuronico e trattamenti topici. «Se il filler si considera non solo come un prodotto di riempimento ma come una metodica di biostimolazione in grado di migliorare visibilmente e progressivamente la qualità della cute, arrivare alla seduta con una pelle ben preparata è garanzia di massimo successo» commenta la dottoressa Elisabetta Perosino, dermatologa e vicepresidente di Isplad (Società Internazionale-Italiana di Dermatologia, Plastica Estetica ed Oncologica). 

I trattamenti topici preparano alla seduta  

«La dermatologia plastica parte dal concetto che, studiando con attenzione il funzionamento della cute, è possibile arrivare ad ottenere il massimo del risultato con il minor numero di azioni possibili» continua la dermatologa. «In quest’ottica il filler diventa parte integrante, ma non esclusiva, di un percorso di cura della pelle dove i trattamenti topici godono di un ruolo chiave.

Una pelle ridensificata grazie al corretto apporto di sostanze funzionali, infatti, non solo riceve al meglio il trattamento ma offre un miglioramento globale nell’aspetto del viso». Un’ulteriore conferma del fatto che, soprattutto quando si affronta un tema complesso come quello dell’invecchiamento cutaneo, agire su più fronti è la strategia più efficace. 

Migliori risultati grazie ai trattamenti topici

Si tratta quindi di “educare” il paziente a capire quanto possa essere determinante al fine del risultato prendersi cura con puntualità della pelle attraverso l’uso di trattamenti topici. «Gesto che non se non viene già fatto con regolarità, va previsto almeno un mese prima di approcciare il filler, tenendo comunque conto che un utilizzo continuativo per quattro, sei mesi massimizza le performance» è la precisazione della dottoressa Perosino. «Gli stessi trattamenti topici trovano ragion d’essere anche dopo il filler per prolungarne la durata che, sia pur condizionata da una molteplicità di fattori, può dilatarsi nel tempo proprio grazie una cura puntuale del viso». 

Un’attenta selezione dei trattamenti topici

Serve però tener conto che un topico non vale l’altro quando si tratta di ottenere un reale effetto di ridensificazione della cute. «Parliamo di cosmetica funzionale quando si ci riferiamo a trattamenti topici che per selezione e concentrazione di principi attivi assicurano un’azione paragonabile a quella di un integratore andando a supportare e implementare funzioni come l’idratazione e il nutrimento che la cute è in grado, in ogni caso, di gestire da sola».

Nel lungo elenco delle sostanze attive si possono annoverare vitamine come la C e la E, acido ialuronico, retinolo, taurina, glucosamina, deltalattone, fosfolipidi e pool di antiossidanti. «Qui entra in gioco il dermatologo che nell’ambito della definizione di un programma di trattamento personalizzato può essere la figura di riferimento per consigliare i trattamenti topici più funzionali all’obiettivo da raggiungere» conclude l’esperta.