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Filler dopo un forte dimagrimento: 4 strategie di intervento

Filler dopo un forte dimagrimento: 4 strategie di intervento

filler dopo dimagrimento

Il filler può venire sicuramente in aiuto dopo un forte dimagrimento per restituire pienezza, turgore e armonica definizione ai punti “svuotati” dalla dieta. Ma una premessa è doverosa. Nutrizionisti e dietologi sono concordi nell’affermare che il dimagrimento richiede tempo e criterio. Le diete restrittive, che consentono di perdere molti chili in pochi giorni, non fanno altro che intaccare, insieme alla massa grassa, anche quella magra. In sostanza, con privazioni eccessive a tavola, oltre ai cuscinetti si intaccano anche i muscoli che danno sostegno e forza all’intera struttura corporea.

Cosa succede se si dimagrisce in fretta

Il risultato di una diminuzione drastica e rapida di peso è quindi una pelle che perde tonicità e che, svuotata del naturale supporto dell’adipe, cede soprattutto in punti dove la forza di gravità la trascina naturalmente verso il basso, dalle guance al seno, dai glutei alla parte interna di braccia e gambe. E i cedimenti si fanno ancora più significativi parlando del cosiddetto effetto yo-yo nel quale cade chi alterna periodi di dieta con conseguente dimagrimento e fasi senza controllo alimentare che determinano un altrettanto repentino aumento di peso.

Filler per dare supporto

Occorre comunque tenere presente che un forte dimagrimento può anche non essere voluto ma causato da problemi e situazioni contingenti. Una per tutte la gravidanza che, dopo un progressivo dilatarsi dei volumi nei nove meni, comporta il loro repentino svuotarsi con un rischio di cedimenti molto alto. In tutte le situazioni di dimagrimento, in ogni caso, il filler può offrire un buon supporto. Il primo punto dove è possibile intervenire? Sicuramente le guance. Una forte perdita di peso tende infatti a far perdere volume alla parte centrale del viso che scivola verso il basso dando al volto il classico aspetto scavato e senza definizione.

1. Intervenire sulle guance svuotate

«Come sempre è opportuno che il professionista valuti con particolare attenzione la situazione di partenza così da poter offrire le soluzioni più adeguate» commenta il dottor Vittorio Crobeddu, dermatologo ISPLAD e medico estetico a Bari. «Se la ptosi che segue al dimagrimento non è particolarmente significativa, un filler di acido ialuronico può venire in aiuto per ripristinare pienezza del tessuto e definizione dei contorni.

In questo caso è importante scegliere con cura l’acido ialuronico che si utilizza per la correzione, indirizzandosi verso un prodotto che assicuri un effetto più liftante che riempitivo. In questo senso anche l’uso della cannula per l’infiltrazione del filler può essere di supporto dal momento che con questo strumento si ottiene un maggior effetto liftante rispetto a quello prodotto dall’ago».

2. Filler per il corpo che ha perso tono

L’acido ialuronico non ha solo un’azione riempitiva ma aiuta a dare elasticità e turgore alla cute. Può rappresentare quindi un valido sostegno anche per quei punti del corpo resi meno compatti dalla perdita di peso come l’interno delle braccia e delle cosce, le ginocchia e l’addome. «Occorre però fare attenzione che non tutti i livelli di lassità si prestano a un intervento con l’acido ialuronico che risulta particolarmente indicato nei casi in cui il cedimento sia di media entità con una ptosi muscolare lieve» precisa l’esperto. È sempre quindi l’occhio attento del professionista a valutare caso per caso la possibilità o meno di intervenire con il filler.

3. Gli altri trattamenti indicati

«Succede lo stesso anche per il viso qualora i cedimenti a seguito di un dimagrimento siano particolarmente significativi» commenta Crobeddu. «In questo caso si può intervenire usando per l’infiltrazione molecole come l’acido polilattico che all’azione riempitiva uniscono un effetto biostimolante in grado di favorire la produzione di collagene così da ricostruire l’impalcatura di sostegno della cute.

Utili, sia sul viso che sul corpo, sedute di radiofrequenza che, attraverso impulsi elettrici controllati, generano calore a livello del derma provocando uno shock termico che permette alle fibre di elastina e di collagene di riorganizzarsi. Il calore inoltre stimola i fibroblasti a produrre nuovo collagene e potenzia il flusso circolatorio dando ossigeno e nutrimento al tessuto». Ulteriori alternative di intervento sono rappresentate dall’inserimento sul viso e sul corpo di fili di trazione che hanno un ottimo potere liftante.

4. L’importanza di una scelta attenta

Dal filler alla biostimolazione. La medicina estetica offre un ventaglio completo di proposte per intervenire sulle lassità che si possono presentare, sia sul viso che sul corpo, dopo un forte dimagrimento. Ogni proposta ha una valenza specifica e un’indicazione precisa. «E’ per questo che la visita preliminare riveste un ruolo di primaria importanza» precisa Crobeddu. «E’ in quella fase infatti che il professionista, analizzando il quadro di partenza, ascoltando bisogni e desideri del paziente, può stendere un piano di intervento che, senza prospettare miracoli, offra le migliori garanzie di raggiungimento degli obiettivi desiderati, in tutta sicurezza».