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Filler più… quale trattamento si può fare insieme e quale no?

Filler più… quale trattamento si può fare insieme e quale no?

Filler quale trattamento si può fare insieme e quale no

Due è meglio di uno? Domanda legittima anche in medicina estetica dove spesso ci si chiede se nel momento in cui si fa un filler con acido ialuronico sia possibile anche sottoporsi a un altro trattamento. L’obiettivo è naturalmente quello di ottimizzare i tempi, ma anche quello di potenziare i risultati nella direzione di quanto si vuole raggiungere, sia aggiungere volume, minimizzare le rughe, ringiovanire il volto.

Sempre un piano personalizzato

«L’approccio verso chi vuole migliorare il proprio aspetto merita sempre un’attenzione precisa e puntuale da parte del medico» commenta il dottor Vittorio Crobeddu, dermatologo ISPLAD (International Italian Society of Plastic Aesthetic and Oncologic Dermatology). «Compito del professionista è innanzitutto quello di ascoltare le esigenze del paziente e indicare le possibili soluzioni che possano portare ad ottenere, là dove possibile, il risultato sperato.

Non si tratta però solo di stabilire quali trattamenti siano più indicati, ma anche di valutare modi e tempi per effettuarli. Occorre infatti sempre tener conto nel piano di intervento che si sceglie anche del livello di “confidenza” che la persona ha con la medicina estetica: nel caso di un primo incontro con filler e altri trattamenti, meglio un approccio molto soft da parte del professionista che può invece operare con maggior decisione su soggetti che già da tempo ricorrono alla medicina estetica, sia in ottica preventiva che curativa».

Combinare nel segno dell’armonia

«Occorre partire dal presupposto che i filler all’acido ialuronico possono essere associati con molti altri trattamenti nell’ottica di correggere precisi inestetismi, ringiovanire il viso, valorizzare i tratti» precisa l’esperto. Si va dal botulino ai fili di trazione, dagli ultrasuoni al laser: la combinazione potenzia gli effetti e migliora i risultati. «In questa direzione a cambiare è soprattutto la prospettiva» continua il dottor Crobeddu.

«Lavorare sul viso anche con materiali diversi, quello che oggi si definisce l’approccio full face, significa riconoscere che l’armonia del volto non vive di distretti a sé stanti, la bocca piuttosto che gli occhi, ma di una sinergia tra le parti. È intervenendo su tutto il viso, quindi, là dove serve ovviamente, che si possono ristabilire equilibri e proporzioni che valorizzino a pieno l’aspetto».

No a filler + laser e ultrasuoni

Detto questo, la possibilità di associare più trattamenti in una sola seduta vede indicazioni e preclusioni ben precise. «Partiamo da queste ultime» continua il dottor Crobeddu. «E’ da escludere la possibilità di affiancare ai filler di acido ialuronico nella stessa seduta trattamenti che comportino una forte stress per la pelle come il laser o gli ultrasuoni».

Nel caso si utilizzi il laser per attenuare rughe fini e superficiali, può essere indicato, invece, invertire la sequenza e preparare la pelle con iniezioni di acido ialuronico così da dare il giusto turgore e sostegno in modo che il passaggio successivo del laser porti a un risultato finale liscio e disteso. Se gli ultrasuoni vengono usati per contrastare il cedimento del tessuto, una volta che i risultati del trattamento si sono stabilizzati si può procedere con l’acido ialuronico, sia in versione filler per ridefinire meglio i contorni, sia con acido ialuronico libero per offrire l’idratazione profonda, indispensabile per l’elasticità cutanea.

Filler + botulino, via libera

Gli studi più recenti concordano che un sapiente utilizzo combinato delle due sostanze dia i migliori risultati in tema di ringiovanimento del viso. Se la tossina botulinica, infatti, riduce l’attività muscolare agendo sulle rughe di espressione, le cosiddette rughe “dinamiche”, l’acido ialuronico ridà turgore e ricostruisce i volumi agendo su quelle che si definiscono “rughe statiche”. Gli effetti delle due sostanze si vanno a sommare portando a risultati migliori e più duraturi.

«Filler e botulino si possono associare nella stessa seduta per intervenire ad esempio su zone critiche come il collo là dove il botulino consente un lifting non chirurgico e lo ialuronico ridensifica il tessuto» commenta il dottor Crobeddu. E i fili di trazione, preziosi per riposizionare nell’immediato i tessuti e stimolare nel tempo la rigenerazione del collagene? Sono perfettamente compatibili con l’acido ialuronico ma, vista la procedura più complessa per l’inserimento dei fili, la prudenza suggerisce di operare in sedute diverse.

Serve sempre attenzione puntuale

«In ogni caso occorre sempre considerare caso per caso» commenta il dottor Crobeddu. «Fare più ritocchi nella stessa seduta con materiali diversi è funzionale al fatto di veder cambiare subito l’aspetto del volto. Non si deve dimenticare però che procedere in questo modo, pur essendo possibile, può presentare non solo una somma di vantaggi, ma anche una somma di svantaggi.

Iniettare grandi quantità di prodotto infatti amplia la possibilità che si presentino ecchimosi e gonfiori. Si può quindi decidere di procedere sempre a tutto tondo, ma dilazionando gli interventi in due, tre o più sedute a cadenza settimanale. In conclusione, è sempre l’attenta valutazione del medico ad offrire le migliori soluzioni, anche a livello di tempistica, personalizzate sul singolo paziente».